Danzatrici

La Danza Rinascimentale:
Danza sviluppatasi durante il Rinascimento in Europa, in particolare nell’Italia settentrionale. La danza rinascimentale presenta alcuni elementi innovativi rispetto ai secoli precedenti: la separazione tra danza popolare e danza di corte (che si ispira alla precedente rielaborandola secondo il proprio gusto e le proprie esigenze), la comparsa di maestri di ballo di professione e la composizione di trattati teorici, nei quali vengono codificati, descritti e talvolta illustrati i passi e le figure delle diverse danze. I principali autori italiani di trattati di danza furono, nel XV e XVI secolo, Domenico da Piacenza, Antonio Cornazzano e Fabrizio Carosio.
Durante il XV secolo la danza diventò parte integrante dell’educazione dei giovani nobili; presso le corti venivano chiamati o risiedevano maestri incaricati di insegnare la disciplina e allestire coreografie in occasioni delle grandi feste, il cui sfarzo era volto a celebrare la potenza e la ricchezza dei signori. Oltre alle complesse coreografie create dai maestri, esistevano delle danze con uno schema più o meno fisso, tra cui la bassa danza, eseguita in coppia o in fila. Lenta e solenne, era questa una danza estremamente complicata in quanto le figure e i passi, strisciati a terra, non erano ordinati in una sequenza stabilita; il saltarello, la quaternaria e la piva erano danze di origine popolare, vivaci ma non saltate, a differenza di quelle originarie.
Nel XVI secolo la bassa danza fu soppiantata dalla più semplice pavana, che apriva le danze, nella quale le coppie, disposte in corteo, potevano esibire la loro eleganza e maestosità. Contemporaneamente si sviluppò la gagliarda, che consentiva agli uomini di sfoggiare la propria abilità tecnica, con un’infinita ricchezza di passi e di variazioni. In Francia godevano di grande successo anche i branle, danze di gruppo di origine popolare, in Italia considerate poco dignitose per i nobili delle corti. Questi venivano generalmente eseguiti in cerchio e spesso presentavano elementi di pantomima (ad esempio branle delle lavandaie, dei cavalli).
Queste danze sono descritte, accanto alle altre allora in voga, nell’unico trattato francese a noi noto, l’Orchésographie (1589) di Thoinot Arbeau. In Inghilterra, nel 1521 Robert Coplande pubblicò un manuale di basse danze.

Le foto delle Danzatrici Rinascimentali

Le foto delle Piccole Danzatrici Rinascimentali